Quando i confini non possono fermare le connessioni: la storia del progetto Bridges of Hope in Kenya
Ponti della speranza a Kakuma
Come Comunicazione Nonviolenta aiuta le persone di diverse comunità a costruire comprensione, connessione e pace.
In una comunità plasmata da sradicamento, traumi e una straordinaria diversità culturale, le incomprensioni sono inevitabili. Lingue, costumi e storie diverse possono facilmente diventare barriere alla fiducia. Eppure, in mezzo a queste difficoltà, qualcosa sta aiutando le persone a scoprire un altro modo di relazionarsi tra loro.
Mi chiamo Ezekiel Khamis Alie vorrei presentarvi la storia di Bridges of Hope nel campo profughi di Kakuma, situato nel Kenya nord-occidentale, vicino ai confini con Uganda, Sud Sudan ed Etiopia.
Una comunità plasmata da molti viaggi
Kakuma ospita persone provenienti da molti paesi, culture, lingue e tradizioni diverse. Ogni persona porta con sé una storia unica: una storia di patria e sradicamento, di perdita e resilienza, di incertezza e speranza.
Per decenni, Kakuma ha accolto persone sfollate a causa di conflitti e instabilità provenienti da tutta la regione e non solo. Per molti, arrivare a Kakuma significa ricostruire la propria vita quotidiana all'interno di una comunità eterogenea, spesso a fianco di persone le cui lingue, usanze ed esperienze differiscono significativamente dalle proprie.
Questa diversità è fonte di forza, ma può anche presentare delle sfide. Le esperienze di sradicamento e trauma, unite alle differenze linguistiche e culturali, possono rendere più difficile la gestione dei malintesi quotidiani e, a volte, contribuire a creare tensioni tra individui e comunità.
Allo stesso tempo, Kakuma crea opportunità per persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate, permettendo loro di imparare, lavorare, giocare e costruire relazioni insieme.
È in questo contesto che Bridges of Hope esplora una domanda semplice ma importante:
Il nostro modo di comunicare può aiutarci a costruire ponti tra le nostre differenze?
Imparare un modo diverso di comunicare
A partire da maggio 2025, Comunicazione Nonviolenta (CNV) è stata introdotta nel campo profughi di Kakuma come strumento pratico per rafforzare le relazioni, prevenire i conflitti e promuovere la convivenza pacifica nella casa comune, che ospita oltre 500 persone di diverse nazionalità e provenienze culturali.
Anziché concentrarsi esclusivamente sulla risoluzione delle controversie una volta che si sono manifestate, il progetto aiuta i partecipanti a sviluppare le competenze necessarie per prevenire l'escalation dei conflitti, imparando a riconoscere i sentimenti, a comprendere i bisogni e a comunicare con empatia.
Gli insegnanti siedono accanto agli studenti. I genitori si uniscono ai leader giovanili. Gli anziani della comunità condividono momenti di condivisione con persone con cui forse non hanno mai parlato prima.
Attraverso giochi di ruolo, circoli di dialogo, esercizi pratici e conversazioni riflessive, i partecipanti si esercitano a sostituire la colpa con la curiosità e il giudizio con la comprensione.
Apprendimento al di fuori dell'aula
Sui campi da calcio di Kakuma, giovani di diverse nazionalità che un tempo vivevano nelle proprie comunità ora giocano insieme come compagni di squadra.
Lo sport è diventato un'altra aula, dove empatia, cooperazione e comunicazione rispettosa vengono praticate in tempo reale.

“Non giochiamo per vincere contro gli altri. Giochiamo per vincere la connessione. I bisogni ci uniscono. I giudizi ci dividono.” — Un messaggio visualizzato sul campo
La pace inizia con una conversazione
Nei luoghi segnati dai conflitti, la pace viene spesso immaginata come assenza di violenza. Bridges of Hope offre una prospettiva diversa.
La pace inizia con una conversazione. A volte, inizia con una semplice domanda:
“Cosa potremmo provare e di cosa potremmo aver bisogno in questo momento?”

All'interno della comunità, molti partecipanti che in passato si trovavano spesso a dover affrontare incomprensioni ora comunicano in modo più aperto e rispettoso.
Famiglie, giovani e membri della comunità hanno sviluppato modalità più sane per risolvere i disaccordi, il che ha portato a relazioni più solide e a un maggiore senso di unità.
“Pensavo che le persone di altre comunità non ci capissero. Ma ora vedo che tutti piangiamo, tutti ridiamo, tutti desideriamo l'amore.” — Fatuma Abdullahi, partecipante al corso di Comunicazione Nonviolenta di Kakuma

L'impatto finora
Dal suo lancio, Bridges of Hope ha condotto quattro corsi di formazione sulla Comunicazione Nonviolenta (CNV), riunendo partecipanti provenienti da nove comunità di rifugiati.
Stanno già emergendo cambiamenti significativi
- I rifugiati hanno acquisito maggiore sicurezza nell'esprimersi senza ricorrere alla violenza, nell'ascoltare con empatia e nel gestire i conflitti in modo costruttivo.
- Molti partecipanti hanno poi applicato queste competenze nelle loro famiglie, scuole, luoghi di lavoro e gruppi comunitari, creando un effetto a catena di comprensione e cooperazione.
- Il progetto ha ridato a molti partecipanti la speranza che sia possibile instaurare relazioni pacifiche, anche in circostanze difficili.

E se sognassimo insieme?
Bridges of Hope è attualmente alla ricerca di collaboratori che possano offrire il loro supporto per:
- Facilitazione e tutoraggio
- Iniziative di leadership giovanile e Sport per la Pace
- Materiali formativi e risorse didattiche
- Comunicazione e narrazione
- Raccolta fondi e sviluppo organizzativo
- Supporto finanziario e logistico per ampliare la portata del progetto
Si prega di contattare i formatori e le formatrici certificati che supportano il progetto:
Visita la community di Facebook →Ti senti ispirato?
Giraffes Around the World era uno spazio creato da Marshall Rosenberg per condividere iniziative di CNV (Comunicazione Nonviolenta) all'interno degli IIT (Corsi Intensivi Internazionali offerti dal CNVC).
Ora, attraverso queste pubblicazioni, desideriamo estendere questo spirito all'intera comunità globale della CNV (Comunicazione Nonviolenta).
Siete più che benvenuti a condividere con noi il vostro progetto di Comunicazione Nonviolenta.
- Scritto con il supporto volontario di Renia Bielanska, Chavi Nietoe Martijn Jansen
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