L'applicazione ottimale degli interventi di empatia per ridurre i comportamenti antisociali e la criminalità
una revisione della letteratura
Negli ultimi decenni, la relazione tra empatia debole e sviluppo di comportamenti antisociali e criminali è stata ampiamente consolidata. Nella prima revisione del suo genere, questo articolo delinea l'attuale implementazione di programmi di intervento sull'empatia in diverse discipline. Individuerà alcuni fattori chiave che svolgono un ruolo determinante nello sviluppo dell'empatia e avanzerà argomentazioni che suggeriscono come, laddove tali fonti tradizionali di sviluppo dell'empatia siano inadeguate, gli interventi siano cruciali per colmare il divario. Ad oggi, i pochi interventi sull'empatia per i criminali che sono stati implementati e valutati presentano risultati contrastanti in base alla tipologia di reato, al tipo di campione, al genere e al tipo di empatia.
Saranno formulate raccomandazioni innovative, basate sull'evidenza, in relazione a tempi, contenuti, formato, durata e localizzazione degli interventi futuri, e verrà sottolineata l'importanza di considerare l'empatia di base e le differenze individuali. La carenza di empatia deve essere una preoccupazione centrale per le agenzie di giustizia penale e deve essere identificata e affrontata fin dall'infanzia e per tutto il corso della vita. Combinando programmi universali rivolti alla popolazione generale e programmi specifici rivolti ai trasgressori, è possibile raggiungere un approccio olistico.