Bisogni e Comunicazione Nonviolenta nell'aula di studi religiosi
Le aule di studi religiosi sono microcosmi della piazza pubblica, poiché riuniscono individui con identità e impegni ideologici diversi. In quanto tali, queste aule creano la necessità e l'opportunità di promuovere modalità di conversazione efficaci. In questo saggio, sostengo che una comunicazione in sintonia con i bisogni umani condivisi – tra cui il bisogno di sicurezza, rispetto e appartenenza – offra una risposta trasformativa al potenziale auto-silenzio e al conflitto tra pari a cui sono soggette le aule di studi religiosi. Sviluppo questa affermazione facendo riferimento alla ricerca sull'insegnamento degli studi religiosi condotta da Barbara Walvoord e alla pedagogia della teologa e presidente della Swarthmore University Rebecca Chopp nella formulazione di un'"etica della conversazione" con i suoi studenti.
Partendo da queste basi, sostengo la necessità di sviluppare un "ethos della conversazione" nell'insegnamento delle religioni, ispirandomi al metodo di " comunicazione nonviolenta " dello psicologo e attivista per la pace Marshall Rosenberg. Affrontando il ruolo del conflitto e della tolleranza in classe attraverso le prospettive di Alasdair MacIntyre e Jeffrey Stout, sostengo che l'approccio di Rosenberg alla comunicazione rappresenti una risorsa preziosa per l'educazione, in quanto modello di impegno costruttivo nel contesto più ampio della vita civica.